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Senato: misure urgenti in materia di Energia
Gli interventi di Francesco Sanna nell'Aula del senato nelle sedute del 22 luglio 2010

Gli interventi di Francesco Sanna nella discussione del disegno di legge:

(2266) Conversione in legge del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, recante misure urgenti in materia di energia (Relazione orale)(ore 9,44)

H.16,30. Presidente) Passiamo all'emendamento 1.0.7/3, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

SANNA (PD). Domando di parlare (Video con Real Player).

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANNA (PD). Signor Presidente, chiediamo la votazione di questo emendamento e vado a illustrarne i motivi. Per tre volte la norma precisa che le disposizioni riguardanti l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e la possibilità di svolgere un buon lavoro per il nostro Paese nell'attuazione di direttive comunitarie importantissime non comportano variazioni nei saldi di bilancio.

Consideriamo poi che questo era un emendamento della relatrice e proviene, quindi, dalla maggioranza. Se il parere contrario della 5 a Commissione serve semplicemente a celare una bastonata alle autorità indipendenti, imponendo loro non solo delle finalità generali, ma anche come devono conseguirle, quando, invece, nella norma è scritto che anche loro contribuiscono, unitamente agli organi costituzionali, agli effetti di contenimento della spesa che la situazione economica richiede, allora noi rifiutiamo tale parere.

È sì importante che un'autorità indipendente costi quanto il Parlamento ha deciso che debba costare, ma essa organizza le sue strutture e i suoi lavori come ritiene. Noi non dobbiamo entrare nel dettaglio della sua organizzazione. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Sanna, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.7/3 , presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

16:45 

Esame, votazioni di emendamenti ed emendamenti aggiuntivi fino al 3.0.10 compreso
intervengono:
Roberto Della Seta (PD), Franco Bruno (MISTO-API), Marco Perduca (PD), Salvatore Tomaselli (PD), Costantino Garraffa (PD), Filippo Bubbico (PD), Francesco Sanna (PD) ( VIDEO con Real Player)

 

SANNA (PD). Signor Presidente, passo ad illustrare gli emendamenti a mia firma, tutti riferibili alla disciplina che la legge n. 99 del 2009 aveva in parte lasciato per strada e che invece è importante in quest'ultima fase dei lavori parlamentari, prima della pausa estiva, riuscire a migliorare ed approvare.

Il primo blocco di emendamenti riguarda un problema della Regione Sardegna, più in generale, della nostra politica ambientale di ricerca tecnologica ed innovazione che ha in progetto di usare le fonti fossili, il carbone del Sulcis, sulla scorta di tecnologie che consentano l'integrale cattura e sequestro del biossido di carbonio, l'anidride carbonica.

L'Europa ci chiede di fare in tutto il continente dodici di questi impianti; uno di essi può trovare una localizzazione ideale in Sardegna, in cui sono presenti le uniche miniere di carbone del nostro Paese. Purtroppo, però, da circa un anno la norma che fu inserita nella legge n. 99 non ha trovato alcun tipo di attuazione. Gli emendamenti che vi chiediamo di approvare mettono il Governo in condizione di negoziare al meglio con l'Unione europea il sistema di realizzazione di questa concessione integrata mineraria e di sviluppo tecnologico sia dal punto di vista della produzione energetica sia del sequestro e della cattura dell'anidride carbonica.

A questo proposito, in uno degli emendamenti da me presentati, che riguarda semplicemente la proroga dei termini della gara internazionale già prevista dalla legge n. 99 del 2009, chiedo di prendere atto della cancellazione della disposizione riguardante la copertura finanziaria perché, come giustamente ci ha fatto osservare la Commissioni bilancio, non ce n'è bisogno.

Quanto poi all'altro emendamento, sempre riferito alla gara internazionale, anticipo fin d'ora che chiederò a 15 colleghi di superare il parere ostativo della Commissione bilancio perché anche in questo caso la copertura era già stata individuata, sia dalla legge n. 99 del 2009 che dalla legge n. 80 del 2005, approvata dal Parlamento sotto il Governo Berlusconi.

Altri emendamenti tendono a garantire una situazione di eguaglianza poiché, mentre in tutta Italia da circa un anno le famiglie bisognose possono godere del cosiddetto bonus gas e tutte le imprese beneficiano una fase molto buona del ciclo del prezzo del metano per le loro produzioni, un'unica Regione (la Sardegna) non ha la disponibilità del gas metano.

Chiedo, pertanto, che finché non sarà realizzata un'importante infrastruttura, qual è il gasdotto GALSI, che porterà il gas metano dall'Algeria all'Italia e poi in Europa, passando per la Sardegna, si preveda un meccanismo di compensazione per i costi extra legati all'utilizzazione dei derivati del petrolio.

Il terzo blocco di emendamenti (sono solo due, ma molto importanti) riguarda, cari colleghi - ed in proposito richiamo la vostra attenzione - il problema dell'eolico, tema che conosciamo per le vicende di tipo giudiziario che in questi giorni hanno riscaldato le nostre letture.

Rifacendomi a quella vicenda ed a ciò che abbiamo appreso circa quale attenzione, con sistemi anche non leciti, si concentri intorno al business dell'eolico, vorrei affrontare una parte del problema.

Lo scorso anno il Parlamento nella legge n. 99 ha, in pratica, cancellato la possibilità per le Regioni di pronunziare anche solo una parola, forse la più importante, nell'ambito delle conferenze dei servizi di autorizzazione alla costruzione degli impianti eolici ed ha attribuito l'ultima e definitiva parola al Ministero delle infrastrutture o all'amministrazione statale competente in quel momento.

Tutto ciò ha scatenato, soprattutto con riferimento ad un certo tipo di eolico (il cosiddetto eolico offshore), rivolte popolari in tutte le Regioni che sono state interessate da questo fenomeno. A mo' di esempio ricordo che vi è una società che vorrebbe costruire un parco marino davanti alla spiaggia del Poetto di Cagliari. Leggerò quindi le dichiarazioni rilasciate dagli amministratori di questa società ai giornali italiani: Parco marino nel golfo degli Angeli davanti alla spiaggia del Poetto; l'azienda fa richiesta al Ministero delle infrastrutture. Manifestazioni di piazza, caos incredibile. Dice l'amministratore con tono stizzoso: «Non vi è stata alcuna resistenza al nostro progetto da parte della Regione per il semplice motivo che non abbiamo avuto rapporti con loro. La domanda di autorizzazione è stata presentata solo al Ministero, come previsto dalla legge»: come previsto da una legge sbagliata - aggiungo io - che abbiamo approvato lo scorso anno e a cui vogliamo porre rimedio.

Vi riporto ora quanto ha dichiarato un altro testimone prezioso in questa vicenda, e cioè l'onorevole Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, al termine dell'interrogatorio presso la procura di Roma, alcuni giorni fa (non sono intercettazioni: sono sue dichiarazioni raccolte su molti giornali italiani). Egli non negherebbe di aver ricevuto pressioni di tipo politico, ma avrebbe spiegato ai magistrati di non aver mai ceduto; avrebbe sempre cercato di rinviare l'adozione di atti che gli venivano chiesti, pur senza rompere con i referenti romani del partito, tanto che l'adozione delle delibere antieolico nel marzo 2010 sarebbe frutto di un lavoro iniziato nell'ottobre 2009 a causa della legge che noi vogliamo modificare.

Cappellacci infatti ha sostenuto di aver già deciso di porre un freno agli appetiti degli speculatori, anche quando continuava a partecipare ai vertici in casa Verdini a Roma.

PRESIDENTE. Concluda, senatore Sanna.

SANNA (PD). Finisco, signor Presidente, altrimenti non si comprende il senso. (Proteste dal Gruppo PdL). Capisco che l'argomentazione possa essere un po' fastidiosa...

PRESIDENTE. Non è questo, senatore Sanna, è che lei sta parlando da dieci minuti. La prego di concludere.

SANNA (PD). Non sono dieci minuti, Presidente, ma concludo comunque in pochi secondi.

Perché imporre alle Regioni di avvitarsi a produrre norme illegittime per dare risposte alle loro popolazioni e non riconoscere che abbiamo fatto un errore ad immaginare che questo tipo di impianti possa venir autorizzato senza alcuna interlocuzione da parte delle Regioni italiane? Lo dico alla senatrice Vicari: siamo anche disponibili, tanto per iniziare la riflessione, a modificare l'emendamento, riportando una competenza delle Regioni, a partire da quelle a Statuto speciale, ma bisogna ricominciare ad essere realisti nell'immaginare la funzione dello Stato e di tutte le altre autonomie locali su queste vicende. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni

 

17:04  Esame, votazione dell'emendamento aggiuntivo 3.0.11
intervengono:
Fedele Sanciu (PDL), Gian Piero Scanu (PD), Mariano Delogu (PDL), Massimo Garavaglia (LNP) - vice presidente della 5ª Commissione, Simona Vicari (PDL) - relatore, Francesco Sanna (PD), Maria Fortuna Incostante (PD) -VIDEO con Real Player-

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2266

 

PRESIDENTE. Senatore Sanna, accoglie l'invito formulato dalla relatrice di ritirare l'emendamento 3.0.8 e trasformarlo in ordine del giorno?

 

SANNA (PD). Signor Presidente, non sono in grado di accettare questo invito, perché è una norma che non comporta nuovi oneri. C'è una situazione di ingiustizia, per cui bisogna approvare questa proposta di modifica per sanarla subito.

Per questo motivo, manteniamo l'emendamento in questione e vogliamo vedere chi voterà contro.

PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 3.0.8.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.0.8, presentato dal senatore Sanna e da altri senatori.

Non è approvato.

 

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