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Energia da fonti rinnovabili: il Governo cancella gli incentivi e nella Regione sarda si chiacchiera
Francesco Sanna ha scritto alla RSU di Glencore- Portovesme srl e all'Amministratore Delegato

Francesco Sanna (PD Senato). Portovesme srl: nel mentre si spera che la Regione acceleri e mantenga gli impegni, in Senato la maggioranza cancella le regole che favoriscono la produzione di energia eolica.

Non c'è che da esser contenti per l'aggiornamento (l'ennesimo) dell'intesa tra le parti per la realizzazione del progetto di impianto eolico proposto da Glencore a Portovesme per autoprodurre parte del proprio fabbisogno energetico e guadagnare dal trattamento di vantaggio che giustamente questi impianti oggi hanno nel sistema elettrico italiano.

Si può solo dire che mentre in tutte le Regioni si presentano domande e si adottano provvedimenti in tempi certi, in Sardegna tra le une e le altre ci sono innumerevoli "tavoli", senza competenze specifiche, se non quelle di esporre esponenti politici a riperere le promesse di mesi prima.

Segnalo tuttavia che mentre a Cagliari si fanno i tavoli, a Roma il relatore di maggioranza in Senato ha proposto una modifica all'articolo 45 della manovra che conferma l'intenzione del Governo Berlusconi e del centrodestra di non dare più sostegno alla diffusione delle energie rinnovabili mediante il sistema dei certificati verdi, senza sostituirlo con altre forme di incentivo.

Francesco Sanna
 
Roma, 2 luglio 2010

La manovra economica del Governo compromette le attuali regole nel mercato delle fonti rinnovabili. Le proposte alternative dei senatori PD.

Apprendendo della ennesima riunione del Comitato per le emergenze economiche e sociali della Regione Sardegna sulle proposte di investimento nelle energie rinnovabili della Portovesme srl, il senatore PD Francesco Sanna ha scritto una nota alla RSU aziendale e all'amministratore delegato della società Carlo Lolliri.

 "Non intendo entrare nella lunga e contrastata vicenda che riguarda le competenze della Regione Sardegna", scrive Francesco Sanna. "Voglio invece segnalare che il decreto legge 78/2010, la cosiddetta "manovra economica" del Governo, modifica profondamente il quadro delle regole del mercato delle fonti rinnovabili in Italia. Difatti, l'articolo 45 del decreto, in fase di conversione in legge al Senato, prevede che il Gestore del Mercato Elettrico non acquisti più ad un prezzo predefinito i "certificati verdi", in esubero rispetto alla quota minima di produzione da rinnovabili alla quale sono obbligati gli operatori energetici nel nostro Paese.Nell'anno in corso questa quota si attesta solo al 5,3% dell'energia prodotta da fonti convenzionali.

"Secondo gli esperti del settore, il mancato acquisto dei certificati verdi da parte del GME farebbe crollare del 50% la redditività dell'investimento in un parco eolico. "Informo" continua Sanna "che i senatori del Partito Democratico, pur ritenendo che il sistema dei certificati verdi abbia bisogno di significative modifiche, hanno presentato emendamenti all'articolo 45, che mi vedono tra i sottoscrittori.

In particolare, in uno chiediamo la semplice soppressione dell'articolo. Il Parlamento ha delegato il Governo a predisporre una nuova disciplina della produzione energetica da fonti rinnovabili entro la fine dell'anno in corso: non si comprende perché, invece di esercitarla, il Governo affretti senza motivazioni scelte che demoliscono le attuali regole senza proporne delle altre.

In un altro emendamento si chiede invece di dare prospettiva al mercato, innalzando di due punti percentuali ogni anno compreso quello in corso sino al 2012 l'obbligo di produzione da fonti rinnovabili per gli operatori energetici. Mentre l'Italia sottoscrive accordi internazionali molto impegnativi, tale obbligo cresce infatti, a legislazione invariata, solo dello 0,75% annuo."

Nei prossimi giorni si darà conto delle decisioni del Senato sulle proposte richiamate nella lettera.

Francesco Sanna

Roma, 30 giugno 2010