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Lodo Alfano: finalmente c'è l'attenzione dell'informazione e dell'opinione pubblica
Un'esternazione-gaffe del presidente Pdl, Commissione Giustizia del senato, richiama l'attenzione dei media

Lodo Alfano. Ceccanti e Sanna, protezione per Premier e ministri c'è già: beghe interne alla maggioranza

"Ex malo bonum: anche se con interpretazioni erronee, causate da un'esternazione sbagliata del Presidente Berselli, il lodo Alfano costituzionale ha finalmente guadagnato le prime pagine dei giornali. Ora ci si accorge che di tutte le mirabolanti riforme promesse,  dal bicameralismo al Premierato all'inutile riforma dell'articolo 41, alla fine verremo chiamati a un referendum solo sulla sospensione dei processi al Presidente del Consiglio e ai ministri. La montagna partorirà un topolino, anche se sarà un topolino alquanto devastante". Lo dichiarano i senatori del Pd Stefano Ceccanti e Francesco Sanna componenti della Commissione Affari Costituzionali.

"Nel merito, però - spiegano-, la tesi di Berselli è sbagliata ed è dovuta a una precisazione eccessiva contenuta nel comma 1 dell'articolo 1 a proposito del Presidente della Repubblica, coperto 'anche in relazione a fatti antecedenti alla assunzione della carica'.

 Non c'è però dubbio che la copertura all'attuale Presidente del Consiglio e ai suoi ministri, Brancher compreso, ci sia: l'articolo 2 al comma 1 recita: 'le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano ai processi in corso alla data della sua entrata in vigore'. E anche a regime, per i suoi successori, il tenore del comma 2 dell'articolo 1, pur non ripetendo esplicitamente l'inciso  del comma precedente non dà adito a significativi dubbi.

 Evidentemente la crociata di Berselli ha motivazioni politiche polemiche interne alla sua maggioranza. Anzi, è così forte la norma transitoria per bloccare i processi già in corso, i quali ripartirebbero al momento in cui la legge sul legittimo impedimento cesserà di avere effetto (dura diciotto mesi, sino all'ottobre 2011) che alcuni costituzionalisti auditi hanno consigliato di aggiungere la parola 'anche', in modo tale da includere con certezza i processi successivi, i soli su cui un dubbio poteva profilarsi. Infatti il relatore Vizzini ha presentato un emendamento in tal senso".

Concludono i senatoti PD: "Se si fossero letti attentamente i resoconti della Commissione Affari Costituzionali, il parere di minoranza già depositato in Commissione Giustizia e gli emendamenti soppressivi del gruppo del Pd si sarebbe già visto che quella protezione per i reati'pre-funzionali', cioè riguardanti fatti antecedenti all'assunzione della carica, c'è e che contro di essa si è puntualmente indirizzata larga parte della puntuale e argomentata opposizione del Pd".


Roma, 1 luglio 2010

 

L.ALFANO: SANNA, PD DARA' BATTAGLIA E OGGI IN COMMISSIONE NESSUNO DELLA LEGA

"Credo che i pochi senatori del Popolo delle Libertà presenti nella Commissione Affari Costituzionali del Senato nella seduta sul cosiddetto Lodo Alfano costituzionalizzato abbiano capito che un provvedimento di questo tipo non si approva alla chetichella e sotto la pressione del generale estate.

Nemmeno l'ombra, poi, di un senatore leghista. Forse scottata dal caso Brancher, la Lega sente l'indignazione crescere nella propria base e non vuol farsi trovare sul luogo del delitto". Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Sanna componente della commissione Affari costituzionali. "Intanto - continua Sanna -  possiamo dire con sorpresa che né la Commissione Giustizia né il relatore sono stati in grado di affermare con certezza, stanti le contraddizioni testuali nel disegno di legge, se i proponenti vogliano sospendere i processi per le alte cariche dello stato prima o dopo il rinvio a giudizio.

Dobbiamo poi registrare che, al di là di un timido possibilismo del senatore Vizzini sulla richiesta dell'imputato (o indagato, si vedrà)  alla Camera di appartenenza di non votare la sospensione, come si faceva un tempo con l'autorizzazione a procedere, il relatore ha respinto praticamente tutte le opzioni migliorative che il Pd ha presentato nei suoi trentaquattro emendamenti. Sui quali, ovviamente, da martedì prossimo sarà battaglia, speriamo - conclude Sanna - con la possibilità per la stampa e l'opinione pubblica di poter assistere ai lavori della Commissione, come ha chiesto la capogruppo Finocchiaro al presidente Schifani".

Roma, 30 giugno 2010

 

L.ALFANO: SANNA, PD CHIEDE PUBBLICITA' SEDUTE COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI CITTADINI E STAMPA HANNO DIRITTO A PIENA INFORMAZIONE

"Chiediamo al Presidente Renato Schifani di avviare la consultazione di tutti i gruppi affinché la norma del Regolamento del Senato che stabilisce la rendicontazione sommaria per le commissioni riunite in sede referente possa essere applicata in modo più flessibile, soprattutto in presenza di provvedimenti che incidono sulla Carta come il cosiddetto Lodo Alfano costituzionale".

Lo chiede il senatore del Pd Francesco Sanna intervenendo nell'Aula del Senato. "Il gruppo del Pd - aggiunge - chiede questo non solo al fine di dare piena informazione a media e cittadini ma anche perchè, laddove servisse un'interpretazione della legge, potrebbe essere necessario utilizzare il criterio della volontà del legislatore. E' quindi indispensabile poter avere la disponibilità dei testi completi delle audizioni e degli interventi durante i lavori della Commissione.

La presidente Finocchiaro, in proposito, ha già inviato una formale richiesta al Presidente del Senato affinché tale intervento di integrale pubblicità dei lavori venga avviato da subito e resti attivo per tutte le fasi dei lavori che riguardano il Lodo Alfano costituzionale".

"Da alcune settimane - ricorda Sanna - la commissione Affari Costituzionali è impegnata nella discussione del cosiddetto Lodo Alfano costituzionale (A.S. 2180) che vuole introdurre, con legge costituzionale, nuove immunita' per le alte cariche dello Stato intervendo con la sospensione dei processi successivamente al rinvio a giudizio.

 La discussione del Lodo Alfano in Commissione Affari costituzionale è in sede referente, quindi, per il regolamento del Senato, il regime di pubblicità dei lavori è quello sommario. C'è un evidente buco nella disciplina del Regolamento di questo ramo del Parlamento sui provvedimenti di rango costituzionale, che vanno cioè ad incidere sulla nostra Carta. In questo caso sull'articolo 68, sul 90 e sul 96. Chiediamo al Presidente del Senato - conclude Sanna -  di attivarsi affinché, sin da domani mattina, la pubblicità dei lavori possa essere integrale".

Dalla sezione audiovideo ascolta l'intervento di Francesco Sanna nella discussione generale sul provvedimento tenutasi il 23 giugno scorso. 

Roma, 29 giugno 2010