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Nuovo codice del processo amministrativo: deve servire ai cittadini contro la burocrazia
Francesco Sanna critica l'azione del Governo Berlusconi in tema di riforme

 "Invece di logorarsi nel tentativo di cambiare la Costituzione dove non serve, il Governo farebbe bene a dar retta al Parlamento e rendere piu' facile l'accesso dei cittadini ad ottenere giustizia quando sono danneggiati dalla Pubblica Amministrazione".

 Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Sanna che cosi' continua: "Il nuovo codice del processo amministrativo, il cui testo dovrebbe essere approvato oggi in Consiglio dei Ministri, ha ricevuto molte osservazioni critiche nei pareri votati da maggioranza e opposizione.

Il Governo fara' bene a modificare la sua impostazione restrittiva e comprendere che se non si rendono ampie ed effettive le possibilita' per cittadini ed imprese di agire per correggere omissioni, errori ed inerzie degli apparati pubblici, ogni altra iniziativa antiburocrazia e di semplificazione - conclude il senatore Pd - si collochera' nella galleria delle cose inutili"

Roma, 18 GIU 2010 (Il Velino) -

 

 
 
Alessandra Cugusi, lunedì 21 giugno 2010
Il problema delle inefficienze della Pubblica Amministrazione sta comportando notevoli distorsioni e difficoltà alle imprese italiane. Ritengo in tal senso che l'urgenza da affrontare non sia quella di modificare l'articolo 41 della Costituzione per favorire la nascita di un'impresa in un giorno ma sia invece quella di rimuovere quegli ostacoli - dettati principalmente dalla costante evasione delle responsabilità della PA - che sta decretando il fallimento di molte realtà imprenditoriali. A tale proposito segnalo l’articolo di Massimiliano Pace pubblicato su Affari e Finanza di oggi dal titolo “Contro lo Stato che paga sempre in ritardo le PMI sperano nelle nuove norme europee”. Secondo una stima effettuata da Confindustria i crediti vantati dalle imprese italiane nei confronti della PA ammontano a circa 60 – 70 miliardi di euro (l’importo è ben superiore alla recente manovra del Governo !) mentre i tempi medi di pagamento sono di 130 giorni con punte di 600/700 giorni nella Sanità delle Regioni Meridionali contro i 53 giorni di Francia, Germania e Regno Unito. Il problema è noto da tempo e purtroppo sta soffocando finanziariamente le imprese italiane; secondo l’autore dell’articolo esso deriva dalla mancata applicazione da parte della PA delle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 231/2002 che recepisce la Direttiva dell’Unione Europea n.35 del 2000 che nessuno curiosamente rispetta e nessuno tenta di far rispettare. Ritengo che in un periodo di grave crisi come quello che stiamo attualmente vivendo il problema dei ritardi dei pagamenti della PA sia uno di quelli che incide pesantemente sul sistema economico del Paese. E’ pertanto necessaria una forte presa di coscienza da parte della classe politica che dovrebbe creare le condizioni per favorire maggiori controlli della dirigenza della PA per evitare la costante evasione dalle responsabilità che incide negativamente sulla vita dei cittadini e delle imprese.