
C’è una cosa che da certamente fastidio su come alcuni raccontano le iniziative di mobilitazione che stiamo mettendo in campo per impedire la fermata di Alcoa e con essa non pregiudicare irrimediabilmente la possibilità di ripresa produttiva della filiera e non solo: la parzialità dell’informazione che, a volte, viene ripiegata e condizionata dalle preconcette opinioni di qualche giornalista che, con indelicato (data la situazione) sarcasmo e supponenza, esprime più che altro sue personali opinioni e/o convinzioni, piuttosto che le risultanze reali degli avvenimenti.
Guardate la rassegna stampa di queste ultime settimane e verificherete come spesso, in particolare il giorno dopo una riunione, si titoli a caratteri cubitali, ad esempio, che si chiude! O che si è raggiunto l’accordo, o tutta una serie di dati e modalità operative, più che altro frutto di convinzioni o interpretazioni personali, per poi arrabattarsi il giorno seguente nel tentare di dire altro senza troppo smentirsi e soprattutto senza mai ammettere di aver sbagliato, aver creato gravi allarmismi o per aver illuso i tantissimi che prendono per buono quanto letto nei giornali o sentito nei TG.
Il tutto poi senza neanche tenere conto di chi (in particolare i rappresentanti sindacali più a contatto diretto con i lavoratori) si deve sperticare, sprecando non solo tempo e risorse e con i conseguenti imbarazzi, per spiegare che, no, quello scritto o detto in positivo o in negativo, non è semplicemente vero, oppure, per altre cose meno drastiche, che non rispondono comunque alle risultanze reali dei confronti, dei dati oggettivi etc. C’è poi dell’altro...
Sulla manifestazione di Venerdì 15 gennaio davanti all’ambasciata americana ed a cento metri dal Ministero dello Sviluppo Economico, qualcuno ha scritto che alla manifestazione si è ottenuto un grande risultato perché è stato concesso di avvicinarsi a 2 metri dall’ambasciata; ha fatto credere che l’iniziativa fosse dei 2 Presidenti con gli altri a supporto; ha sorvolato sul fatto che la stessa manifestazione ha ottenuto solamente una nuova attenzione mediatica alla vertenza ed invece che non ha ottenuto alcun incontro con Ministero e soprattutto con la Presidenza del Consiglio.
Per tutto questo: silenzio. Un modo sottile, dunque, per non evidenziare che, se anche ieri non c’è stata alcuna riunione - anche ristretta ed anche solo per dare avvio alla per noi dovuta assunzione della vertenza al massimo livello di interlocuzione politica -, la responsabilità ricade ancora una volta sui massimi livelli istituzionali della Regione che ancora, pur mettendosi davanti allo striscione dei lavoratori, si ostinano a non supportare, tutt’altro, tale richiesta. Cosa che, del tutto chiaramente, rende vano o perlomeno molto, molto più difficile, che ciò avvenga e soprattutto in tempi utili.
A me, a noi tutti fa piacere avere il Presidente della Regione e la Presidente del Consiglio, come tutti gli altri soggetti alleati nella vertenza, partecipi alle NOSTRE iniziative.
Deve essere però chiaro che nella mobilitazione, oltre a loro stessi, devono portare in dote cose tangibili; che la loro responsabilità resta tale nel merito politico e nella titolarità del ruolo che ricoprono e che si può definire esaurita solo con la continuità dell’attività produttiva – con l’Alcoa o no -; con il riavvio delle realtà oggi ferme; e con la concretizzazione delle condizioni per garantire l’implementazione e la diversificazione dell’economia e dell’occupazione.
Infine evidenzio un ultimo, ma non ultimo, ineccepibile dato di fatto politico. A Roma ieri c’era tutto il panorama istituzionale: i lavoratori; il Sindacato a tutti i livelli; i Sindaci sempre in modo visibile e coerente; la Provincia (anche se arrivati a manifestazione praticamente conclusa); i Presidenti della Regione e del Consiglio; infine i Parlamentari ed i Consiglieri regionali espressione del territorio e non solo, ma praticamente tutti della cosiddetta opposizione regionale e nazionale, compreso il segretario del PD sardo e l’ex Ministro del Lavoro dello stesso partito.
Inviterei dunque tutti a riflettere, e trarne le conseguenti considerazioni politiche, su quello che non è certamente un irrilevante dato di fatto. Cioè che i Presidenti Cappellacci e Lombardo vengono nella piazza ma con la totale assenza e supporto dei Parlamentari, Consiglieri regionali, Segretari e Responsabili delle forze politiche che ne dovrebbero sostenere l’azione istituzionale e politica.
PS: devo dare atto e RINGRAZIARE FORTEMENTE la stragrandissima maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della stampa per l’attenzione, la correttezza, l’impegno ed il supporto che ci stanno dando nel raccontare e veicolare il dramma che già abbiamo e soprattutto la catastrofe che può materializzarsi, se non dovessimo riuscire ad impedire l’irresponsabile fermata della produzione dello stabilimento ALCOA.
Solo chi fa può sbagliare ed è comprensibile a tutti ma, appunto, “errare è umano, perseverare è diabolico”… e a volte, in casi decisamente rari, l’errare non c’è per niente…