Unito, concreto, innovatore: il PD per la Sardegna. Mozione Diana
La proposta programmatica di Giampaolo Diana aperta a ulteriori contributi dei democratici

è necessario porre fine alla battaglia tra gruppi dirigenti, e fare di questo Congresso una via attraverso la quale il PD sardo, all'indomani del 25 ottobre, ritrovi l'etica della responsabilità e la capacità di riprendere a lavorare insieme. Perché da quella data chi non verrà eletto dovrà sentire la stessa responsabilità di chi assumerà l’incarico di guidare il Partito, e dovrà impegnarsi al suo fianco.
E abbiamo chiaro soprattutto quali linee di azione dovrà avere il PD sardo. Le risposte che, come comunità dei democratici sardi, dobbiamo dare alle domande davanti a questo Congresso. Crediamo sia opportuno concentrarci essenzialmente su due questioni.
La prima riguarda l’obiettivo della nostra azione, il centro del nostro progetto: la Sardegna, il futuro della nostra comunità. Il PD è uno strumento per portare nelle istituzioni le idee di futuro che maturano nella società e per coinvolgere i cittadini nell’elaborazione di queste scelte. Per questo dobbiamo fare del Congresso un’occasione per discutere principalmente della Sardegna, del modello di società e di economia che crediamo migliore per uno sviluppo sostenibile e di qualità.
La seconda riguarda lo strumento che vogliamo costruire per dare il nostro contributo alla realizzazione di quegli obiettivi: il modello di partito, in termini di riferimenti ideali, modalità di organizzazione, crescita e ricambio dei gruppi dirigenti.
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La mozione Diana, durante tutto il processo di voto degli iscritti, è aperta e si arricchisce dei contributi dei democratici che condividono la piattaforma programmatica del candidato segretario. Il testo presente potrà subire degli aggiornamenti che scaturiranno dal confronto con iscritti ed elettori.