Rockwool, miniera di Nuraxi Figus, le tante crisi da affrontare: Enrico Letta torna in Sardegna
Francesco Sanna ricorda il lascito inconcludente del Governo Berlusconi con la speranza che il nuovo Governo si occupi delle vertenze aperte

La protesta dei lavoratori dell'ex stabilimento Rockwool di Iglesias, asserragliati nelle gallerie della storica miniera metallifera di Monteponi (li ho incontrati in condizioni ambientali immaginatevi quanto difficili), toglie il velo a molti dossier dimenticati dalla Regione e dal Governo, anche se imbellettati da una apparente continua girandola di incontri e “tavoli” che porta quasi mai a nulla di concreto.
L’immobilismo dei governi di centro destra è come un freddo iceberg che fa affiorare ogni tanto parti sommerse e pericolose, come la fine degli ammortizzatori sociali per le imprese in crisi. Quando le vedi è molto tardi per non andarci a sbattere, se prima non hai fatto di tutto per impedire le chiusure delle aziende, la loro delocalizzazione o provare il rilancio.
Il Governo Monti si ritrova, sparsi in tutta Italia, centinaia di casi gestiti con infastidita svogliataggine, pronti oggi ad esplodere se non trattati con enorme cura e competenza, unita a coraggio delle decisioni.
Come l’intervento che cerca di legare ricchezze apparentemente del passato, come il carbone sardo, alle migliori prestazioni ambientali e alla ricerca tecnologica. Mentre la questione sembra avvolta nelle nebbie e anche le responsabilità delle istituzioni sembrano sfumare nell’indistinto, l’ho voluta ricordare in una dichiarazione alla agenzia Adn Kronos che l’ha rilanciata sul suo circuito nazionale.
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Sono giorni decisivi per dare concretezza al progetto del metanodotto GALSI, che collegherà i giacimenti algerini alla Sardegna e alla penisola italiana. Vedere il Ministero dello Sviluppo Economico impegnato per chiudere le autorizzazioni per l’opera, rappresenta una novità. Il governo di centro destra ci aveva abituato ad una asfissiante relazione con la Russia ed i suoi interessi nel settore, che certo non coincidono con l’idea di creare una nuova strada del gas naturale dall’Africa direttamente all’Europa passando per il nostro Paese. Infatti, più produttori hanno accesso al mercato europeo, meno spazio troverà l’arroganza dei monopoli.
Ho sentito Romano Prodi - mercoledì scorso, alla presentazione dei discorsi parlamentari di Nino Andreatta alla Camera - affermare che oggi è chiara la perdita di ruolo dell’Italia nelle relazioni con i paesi della sponda sud del Mediterraneo, e che questo è un male sia per l’Italia, sia per il mondo. Realizzare un’opera che connette fisicamente ed economicamente i due continenti - oltre ai vantaggi per imprese e famiglie della Sardegna, che ha cercato per quarant’anni di centrare l’obiettivo di disporre di metano, poco inquinante e a buon prezzo - può essere senza dubbio un nuovo inizio di relazioni euro mediterranee, e mi piacerebbe che oltre al gasdotto, sul fondo del mare fosse posato anche un grande cavo di comunicazione, per far parlare meglio, oltre agli affari, anche le culture e le civiltà.
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Lunedì 19 dicembre - a Villacidro, ore 17, sala Farigu - parteciperò ad un dibattito organizzato dal Partito Democratico sui temi della attualità politica, in cui l’ospite d’onore è Enrico Letta, vicesegretario nazionale del PD. Invito chi può a parteciparvi.
Enrico Letta, nella stessa serata- ore 19 , concluderà i lavori del convegno dei democratici di Settimo San Pietro (Ca).
La mattina, di lunedì 19 dicembre, insieme ad altri colleghi parlamentari, sono invece impegnato a Cagliari nella conferenza stampa di Legambiente che farà il punto sulla proposta di legge istitutiva del Parco paesaggistico – archeologico di Tuvixeddu-Tuvumannu.
Dal giorno dopo inizia l’ultima settimana legislativa dell’anno, con la discussione ed il voto sulla manovra economica. Nella Giunta delle elezioni del Senato, proveremo ancora una volta a dare una spallata contro il doppio incarico dei parlamentari/sindaci, aiutati anche dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dato ragione a chi sosteneva, come chi scrive, la tesi di una rigorosa incompatibilità tra i due ruoli. Vedremo come va a finire, spero bene per la credibilità delle istituzioni.
Francesco Sanna